Proteggi il tuo cuore: attenzione al colesterolo

Oltre alla glicemia, un altro fattore da tenere sotto controllo la salute del cuore sono le DISLIPIDEMIE.

Le dislipidemie sono le alterazioni a livello dei lipidi circolanti nel sangue ovvero colesterolo e trigliceridi.

Il colesterolo

Il colesterolo è una molecola che il corpo produce in gran parte da sé e che solo parzialmente viene assunta con l’alimentazione. Svolge numerose funzioni importanti per l’organismo: è un componente fondamentale delle membrane cellulari, è precursore della Vitamina D e di altri ormoni ed è essenziale nello sviluppo embrionale.

Non è quindi negativo “in sé” ma può essere rischioso se aumenta a dismisura, e soprattutto se si sbilancia il rapporto tra il cosiddetto:

  • LDL o “colesterolo cattivo”
  • HDL o “colesterolo buono”

L’LDL scorre verso la periferia per distribuirsi nei tessuti. La sua presenza è quindi necessaria ma, se in eccesso, può accumularsi e depositarsi lungo i vasi sanguigni ostruendoli. Ecco perchè l’aumento dei suoi valori determina un più elevato rischio cardiovascolare.

L’HDL invece scorre verso il fegato dove viene preparato per essere eliminato.

Di seguito i valori ideali e quelli che comportano rischio:

I trigliceridi

i trigliceridi, a differenza del colesterolo, sono lipidi che provengono principalmente dalla nostra dieta. Anche questi hanno delle funzioni essenziali per il nostro organismo ma l’eccesso si deposita creando adiposità e sovrappeso. Questa condizione altera in diversi modi il metabolismo e sostiene l’infiammazione silente aumentando il rischio cardiovascolare

Come intervenire?

Ancora una volta le nostre migliori armi sono: alimentazione corretta e attività fisica.

Meglio preferire alimenti genuini come vegetali freschi e di stagione, cereali integrali e ridurre cibi ricchi di grassi saturi e gli zuccheri semplici.

L’attività fisica aiuta nel ridurre il sovrappeso e ristabilire l’equilibrio tra quanto introdotto col cibo e dispendio energetici: più consumi, meno accumuli.

Proteggi il tuo cuore: il ruolo della glicemia

La glicemia e i suoi valori.

La glicemia è la quantità di glucosio presente in un determinato momento nel sangue.  Normalmente, questo valore è più basso a digiuno, mantenendosi comunque a livelli tali da permettere all’organismo di svolgere le sue funzioni. Mentre aumenta poco dopo un pasto.

Quando la glicemia sale, interviene un ormone prodotto dal pancreas, l’insulina. Questa fa in modo che il glucosio dal sangue entri nelle cellule per produrre energia ed essere sfruttato come “carburante”.

Normalmente a digiuno una persona sana il livello è circa tra i 70 e i 100mg/dL.

Se dovessero invece essere più elevati, potrebbe essere la spia che qualcosa nell’organismo o nel metabolismo non funziona come dovrebbe.

Infatti, se il glucosio non viene dirottato dall’insulina all’interno di cellule e tessuti si verificano due importanti conseguenze:

  • lo zucchero crea danni alle pareti dei vasi sanguigni
  • i tessuti sprovvisti di zucchero devono in qualche modo far fronte a questa necessità richiamando energie da altre vie metaboliche provocando ripercussioni a livello del profilo lipidico.

Questa condizione determina una serie di fenomeni che favoriscono l’infiammazione silente, l’aumento del grasso addominale e l’aterosclerosi, tutti fattori coinvolti con il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Come possiamo prevenire tutto questo?

Ci sono due punti cardine su cui è necessario intervenire: l’alimentazione e l’attività fisica.

Non prendiamoli sottogamba come “il solito consiglio”: se mettiamo in atto strategie da entrambi i punti di vista, possiamo agire sinergicamente ed efficacemente per la salute del nostro cuore!

Nell’alimentazione, ad esempio, dovremmo limitare il più possibile zuccheri semplici e carboidrati raffinati ad alto indice glicemico: non solo la bustina di zucchero nel caffè o nel the, ma anche i dolci (come biscotti e merendine), le bevande zuccherate e i succhi di frutta. Al loro posto sono da preferire cereali e prodotti integrali e frutta fresca intera. Limitiamo anche quei cibi che sostengono l’accumulo adiposo e l’infiammazione, come salumi, affettati e formaggi. Ruolo fondamentale la Vitamina D: quindi stiamo almeno un po’ all’aria aperta ogni giorno e, se necessario, integriamola!

Quali valori possiamo analizzare?

La misurazione della glicemia può essere effettuataattraverso degli strumenti validi. Si tratta di un’operazione molto semplice e effettuata in tempi rapidissimi: è sufficiente far scivolare una goccia di sangue prelevata dal dito su una linguetta collegata al glucometro.

Poi, oltre all’analisi della glicemia, si può fare l’analisi dell’emoglobina glicata, un parametro utile e molto più predittivo per un soggetto sano, per valutare se si è in una situazione border-line e correre ai ripari in quanto dà l’indicazione del valore di glicemia nel sangue negli ultimi 2-3 mesi.

Infine, con un semplice metro da sarta, misuriamo il girovita e teniamo monitorato il nostro livello di grasso addominale. Per quanto riguarda l’uomo, si parla di rischio moderatamente elevato con una circonferenza addominale maggiore a 94cm, per la donna invece maggiore di 80cm. Si parla di rischio molto elevato in un uomo con una circonferenza addominale maggiore di 102cm e di 88cm nella donna.

Fonte: www.farmaciespecializzate.it

Al “cuore” della prevenzione

Non tutti sanno che la salute del cuore non è solo una questione di genetica, ma dipende molto anche da noi, dal nostro stile di vita e dalle nostre abitudini.

È una questione di sindrome metabolica.

Attualmente, le malattie metaboliche e gli eventi cardiovascolari connessi sono ai primi posti tra le cause di mortalità in Italia e nella maggior parte dei Paesi sviluppati.

Quando si parla di malattie metaboliche si fa particolare riferimento a:

  • Diabete
  • Ipertensione
  • Dislipidemie (ovvero nell’alterazione della quantità di lipidi circolanti, nello specifico con valori di colesterolo LDL e trigliceridi aumentati)
  • Sovrappeso

Anche se possono sembrare distinte perché molto diverse tra loro, sono tutte problematiche connesse l’una con l’altra e spesso, nello stesso soggetto, troviamo più di una tra queste condizioni associate.

Dal punto di vista medico, se sono presenti almeno tre di queste condizioni si parla di sindrome metabolica. Questa espressione indica un insieme di alterazioni presenti contemporaneamente in un individuo che determinano un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Queste alterazioni riguardano:

  • Pressione sanguigna
  • Glicemia
  • Colesterolo
  • Trigliceridi
  • Circonferenza della vita (grasso addominale)

Sembra curioso come la semplice alterazione di alcuni valori possa essere così impattante sulla nostra salute. Eppure, è accertato che la contemporanea presenza di queste anomalie ci espone ad un rischio di sviluppare diabete o malattie cardiovascolari dalle tre alle cinque volte superiore rispetto ad una persona sana.

Ma è davvero un problema così diffuso?

La sindrome metabolica è una condizione ormai frequente in tutto il mondo. Tra il 17,8% e il 34,1% della popolazione italiana ha riscontrato tale condizione in particolare tra i 65 e i 74 anni. Con l’aumentare dell’età, infatti, il nostro organismo subisce dei cambiamenti importanti di tipo metabolico: cambia il modo di metabolizzare i farmaci, di eliminare le tossine e di creare energia dagli alimenti.

Quindi è importante adottare un corretto stile di vita e delle strategie di prevenzione fin da subito, ma è ancora più importante mantenere queste abitudini dai 50 anni in poi.

Il circolo vizioso dell’infiammazione silente

Entra poi in gioco un ulteriore fattore che accomuna tutti questi disturbi metabolici: l’infiammazione cronica silente.

Normalmente siamo abituati a sentir parlare di infiammazione acuta, quella che si manifesta in risposta ad un’infezione o quando c’è una ferita o un trauma. Può succedere però che ci sia una situazione in cui questo stato è più lieve: non si manifesta quindi con sintomi evidenti, ma permane nel tempo e rimane appunto “silente”.

Questo tipo di infiammazione è dannoso per la salute perché a sua volta innesca, seppur in modo lento e non visibile, delle alterazioni che portano allo sviluppo di condizioni e patologie croniche. Insomma, si crea un vero e proprio circolo vizioso!

Quali possono essere le cause?

Tra le cause dell’infiammazione cronica silente troviamo:

  • un’alimentazione scorretta: ricca di zuccheri e carboidrati raffinati e sbilanciata nell’apporto di omega3/omega6;
  • un elevato livello di stress con conseguenze sulla qualità della vita;
  • sedentarietà, che non solo favorisce il sovrappeso ma è coinvolta anche nello sviluppo di diabete e malattie cardiovascolari;
  • il sovrappeso, in particolare quello a livello addominale, il più temibile per la salute del cuore!

Molte di queste cause sono alla base anche delle malattie metaboliche e su tutte possiamo intervenire attivamente, modificando così i fattori di rischio.

Fonte: www.farmaciaspecializzate.it

Sport contro la ritenzione idrica

L’attività fisica è uno dei pilastri fondamentali su cui si reggono il nostro benessere e la nostra bellezza, anche quando parliamo di ritenzione idrica e cellulite.

Per trarre i benefici che derivano da uno stile di vita attivo, anche se il nostro obiettivo è contrastare la pelle a buccia d’arancia, non è necessario essere degli atleti: è sufficiente svolgere nel corso della settimana un minimo di 150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata e qualche esercizio di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari due o più volte a settimana. L’importante è sapere quale tipo di attività sportiva scegliere per raggiungere il nostro scopo.

Che cosa causa la ritenzione idrica e la cellulite 

La ritenzione idrica e la cellulite causano degli inestetismi che interessano 9 donne su 10. La tanto odiata pelle a buccia d’arancia dipende da numerosi fattori, alcuni dei quali sono genetici e ormonali, altri però sono legati ad abitudini scorrette che favoriscono e intensificano lo stato di infiammazione. Tra queste ricordiamo:

  • il fumo
  • un’alimentazione ricca di sale, grassi e zuccheri
  • l’uso di scarpe scomode
  • la sedentarietà.

Appurato quindi che una vita sedentaria è una delle cause della pelle a buccia d’arancia e che l’attività fisica è un ottimo sistema per combattere questo inestetismo, ecco quali sono gli sport migliori contro la cellulite e la ritenzione idrica.

L’attività fisica contro la ritenzione idrica

  • Per drenare i liquidi in eccesso è importante variare la nostra attività fisica con esercizi di potenziamento muscolare a bassa intensità uniti ad un’attività di tipo aerobico.
  • L’attività fisica aerobica più indicata è quella a bassa intensità e di lunga durata, come la camminata veloce , andare in bicicletta o nuotare per 30-40 minuti almeno 2-3 volte la settimana.
  • Sì agli sport acquatici. Nuotare o fare acquagym permette di unire 2 vantaggi: il movimento consente di consumare calorie, mentre l’acqua che ci circonda esercita un massaggio che favorisce la circolazione periferica e dello strato sottocutaneo.
  • Al termine di ogni attività aerobica si consiglia lo stretching abbinato ad esercizi di controllo respiratorio eseguiti con le gambe in alto, per favorire il ritorno venoso e l’eliminazione delle tossine prodotte.

Correre fa venire la cellulite?

Spesso si pensa che la corsa sia un tipo di attività fisica che peggiora gli inestetismi della cellulite, ma non è così. La corsa fa bene ed è un’ottima soluzione per combattere la ritenzione idrica, purché ci si avvicini gradualmente. Se non siamo allenati iniziamo piano piano, magari alternando la corsa alla camminata veloce e dando il tempo al nostro corpo di abituarsi allo sforzo.

Questo tipo di attività favorisce il drenaggio di liquidi a livello delle gambe grazie alla contrazione del polpaccio e alla maggior irrorazione che genera la corsa rispetto alla camminata. Inoltre favorisce la traspirazione che, a sua volta, aiuta ad eliminare liquidi e tossine accumulate.

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Con la bella stagione infatti insieme al caldo possono presentarsi stanchezza e calo pressorio, gambe pesanti, disidratazione e quindi stitichezza, difficoltà a dormire. E se ci mettiamo in viaggio diventa importante difendersi da disturbi intestinali e intimi.

Inoltre ci dobbiamo proteggere dai danni del sole, allontanare zanzare e altri insetti ed avere sempre con sè un pronto soccorso post-puntura.

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I consigli per il tuo benessere

Qual è la parola d’ordine per prenderti cura del tuo cuore? Prevenzione!

Ecco alcuni consigli per agire in modo tempestivo e ridurre la possibilità di diagnosi di sindrome metabolica:

·        pratica regolarmente attività fisica

·        niente fumo, droghe ed eccesso di alcolici

·        segui una dieta equilibrata

·        controlla la pressione arteriosa e riduci il consumo di sale

·        controlla il colesterolo

·        diminuisci l’assunzione di zuccheri

·        se necessario, perdi peso

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Lo sapevi che…

Il cuore è il motore del nostro apparato circolatorio ed è un organo essenziale per il mantenimento e il funzionamento del nostro organismo. La sua responsabilità primaria è di pompare il sangue in tutto l’apparato circolatorio così da garantire il trasporto di ossigeno alle cellule e agli organi. Per fare ciò il cuore si avvale di una complessa rete di vasi (arterie, vene, capillari ecc.) che si snodano in tutte le parti dell’organismo e assicurano che ogni tessuto riceva l’ossigeno e il nutrimento necessario.

Il cuore stesso per lavorare necessita di un regolare afflusso di ossigeno e nutrienti.

Molte sono le problematiche e i disturbi legati alla salute del cuore che vengono spesso sottovalutati. La maggior parte delle persone infatti non è consapevole di essere a rischio o di aver sviluppato problemi cardiovascolari.


Disturbi come pressione elevata e iperglicemia sono legati a reazioni metaboliche alterate che possono avvenire in seguito a scelte alimentari e stile di vita scorretti. Questi rappresentano dunque un campanello d’allarme per la prevenzione cardio vascolare.

Di per sé potrebbe sembrare curioso come la semplice alterazione di questi valori possa essere così impattante per la nostra salute. Tuttavia, è ormai accertato che la contemporanea presenza di anomalie metaboliche espone il soggetto ad un rischio di contrarre diabete o malattie cardiovascolari dalle tre alle cinque volte superiore rispetto ad un soggetto sano.

Sai cos’è la sindrome metabolica?

L’espressione “sindrome metabolica” indica una condizione in cui sono alterati contemporaneamente alcuni parametri relativi al metabolismo, come pressione sanguigna, glicemia, colesterolo, trigliceridi e presenza di grasso addominale.

È una condizione assai frequente in tutto il mondo e, negli ultimi anni, in maniera crescente anche in Italia. Diversi studi hanno infatti riscontrato tale condizione tra il 17,8% e il 34,1% della popolazione italiana, con un picco di frequenza tra i 65 e i 74 anni.

Quali sono i campanelli d’allarme?

La sindrome metabolica si manifesta spesso con sintomi “silenziosi”, motivo per cui occorre prestare molta attenzione a possibili cinque campanelli d’allarme:

COLESTEROLO
Il colesterolo è grasso che svolge importanti funzioni nel nostro organismo: viene normalmente prodotto dal fegato e una parte di esso viene introdotto con la dieta. Tuttavia, se i suoi livelli aumentano in maniera considerevole, il colesterolo in eccesso si accumula a livello dei vasi sanguigni in modo progressivo, ostruendo i vasi stessi e rendendo difficoltoso il flusso sanguigno.

GLICEMIA
La glicemia rappresenta la concentrazione di glucosio (zuccheri) nel sangue e, grazie all’insulina, quest’ultimo viene dirottato all’interno di cellule e tessuti. Se ciò non avviene, la glicemia rimane elevata e si verificano due importanti conseguenze: da una parte si avranno danni considerevoli alle pareti dei vasi sanguigni, dall’altra i tessuti sprovvisti di zuccheri devono compensare questa mancanza richiamando energie da altre vie metaboliche. Si verificano così importanti ripercussioni a livello del profilo lipidico.

TRIGLICERIDI
I trigliceridi sono lipidi (grassi) presenti normalmente nel nostro sangue che provengono per la maggior parte dalla dieta. Questi grassi fungono da importante riserva energetica e per questo motivo vengono immagazzinati nel tessuto adiposo. L’aumento dei trigliceridi nel sangue è legato all’introduzione di calorie in eccesso, associate in particolar modo all’assunzione di elevate quantità di zuccheri semplici e di alcool.

PRESSIONE SANGUIGNA
Più la pressione è alta, maggiore è lo sforzo che il cuore deve impiegare per far circolare in sangue. Quando le arterie si ostruiscono (a causa, ad esempio, di un accumulo di colesterolo) o quando diminuisce l’elasticità delle pareti di un vaso, il sangue incontra maggiori difficoltà a scorrere e la pressione aumenta.

SOVRAPPESO
L’eccesso di grasso corporeo, specie nella zona addominale, può evidenziare l’alterazione del metabolismo soprattutto di zuccheri e grassi.

La prevenzione è la migliore terapia!

Per evitare la sindrome metabolica è importante agire sulla prevenzione cercando di ridurre il più possibile i fattori di rischio. Ecco alcuni pratici consigli per prevenire in modo tempestivo e consapevole la possibilità di diagnosi di sindrome cardio metabolica.

MONITORAGGIO
Il primo passo verso la prevenzione è misurare i parametri coinvolti, cosa molto semplice ed immediata. Attualmente anche le Farmacie Specializzate possono effettuare varie autoanalisi di prima istanza che, a scopo unicamente preventivo e non diagnostico, possono far emergere situazioni limite o di rischio che richiedono una valutazione medica per gli opportuni approfondimenti. Recati presso la tua Farmacia Specializzata di fiducia per avere dei consigli su misura del tuo cuore.

ALIMENTAZIONE SANA E BILANCIATA
Gli eccessi alimentari sono la principale causa di sindrome metabolica. È di primaria importanza quindi curare l’alimentazione bilanciando sia la quantità che la qualità degli alimenti che vengono consumati. Inoltre, è importante cercare di seguire una dieta il più possibile varia, ricca di alimenti freschi e povera di alimenti ultra-processati. In particolare, bisogna fare attenzione all’assunzione eccessiva quotidiana di  4 alimenti: sale, zuccheri, farine raffinate, latte e derivati.

STILE DI VITA E ATTIVITÀ FISICA
Praticare regolarmente attività fisica, oltre a garantire il mantenimento del peso forma, comporta per l’organismo una serie di vantaggi diretti e indiretti come il miglioramento della composizione corporea e la riduzione dello stress. Oltre a combattere la sedentarietà, è fondamentale andare a correggere altri comportamenti come l’abitudine al fumo e l’abuso di alcolici che concorrono all’instaurarsi di queste problematiche.

Per un consiglio personalizzato passa in farmacia e otterrai un consiglio personalizzato in base alle tue esigenze e al tuo stile di vita.

Fonte: www.farmaciespecializzate.it

Quando il benessere della pelle passa per l’intestino

È raro trovare una pelle bella e luminosa in persone con disturbi del tratto digerente, ed è invece frequente trovare disturbi intestinali nelle persone che hanno disturbi della pelle. In alcuni casi è proprio la pelle a lanciare dei campanelli d’allarme per avvertirci che qualcosa nel nostro corpo non sta funzionando come dovrebbe. È importante saper interpretare questi segnali e rivolgersi eventualmente ad uno specialista. A livello di pelle potremo osservare infatti: eczemi umidi, pelle impura, problemi di acne, foruncoli, dermatite seborroica, ma anche alitosi, cattivo sapore in bocca al risveglio, ristagni linfatici, elevata produzione di muco.

Alimentazione e pelle

Ruolo fondamentale è ricoperto dall’alimentazione, alcuni disturbi della pelle infatti possono manifestarsi proprio a causa di errate abitudini alimentari. Se è semplice accorgersi di questa correlazione, non lo è affatto individuare quali alimenti possono scatenare la problematica dermatologica. L’inestetismo dermatologico non è causato da un cibo “dannoso” ma dall’interazione fra quel cibo e l’intestino.

Hai mai sentito parlare di dermobiotica?

È la scienza che mette in relazione la pelle con l’alimentazione e con la salute intestinale.  Come ricorda Marco Pignatti nel suo libro Dermobiotica, infatti, sembrano esserci molte evidenze che legano alcune condizioni dermatologiche ad alterazioni del microbiota intestinale. Prendiamo in considerazione, ad esempio, l’acne. L’acne ha un’incidenza diversa tra popolazioni che seguono un diverso tipo di dieta. Ciò è stato attribuito a un eccesso di carboidrati e cibi con alto indice glicemico (pane, patate), eccesso di latte e latticini, di acidi grassi saturi e trans e sbilanciamento omega-6 e omega-3.  È quindi sempre più comune pensare all’utilizzo di probiotici e prebiotici come coadiuvanti nel trattamento dermatologico. Grazie al loro effetto sul microbiota, possono:

  • Proteggere la barriera intestinale
  • Ridurre il passaggio in circolo di molecole che provocano l’infiammazione
  • Influenzare l’assorbimento di nutrienti e omega-3
  • Produrre Vitamina B12 e Biotina
  • Mantenere l’equilibrio resistendo alle condizioni di stress
  • Ridurre il danno causato da terapie antibiotiche.

Ma d’altra parte, non è possibile individuare un alimento in grado di scatenare di per sé l’acne, come per nessun’altra condizione dermatologica. Sarà sempre una questione di come e quanto quell’alimento sia inserito nella nostra dieta, insieme a tutti gli altri.

Quanto pesa lo stress?

Da molto tempo è assodata la presenza di un asse bidirezionale chiamato asse intestino-cervello. Già nel 1930 alcuni dermatologi ipotizzarono che gli stati emozionali come lo stress potessero alterare la normale microflora intestinale (microbiota), la barriera intestinale e contribuire all’infiammazione sistemica. Tra i possibili rimedi proposti dai due dermatologi c’era l’utilizzo di Lactobacillus acidophilus (probiotici). Questo asse potrebbe coinvolgere anche la pelle in quello che così viene chiamato asse intestino-pelle. Il disagio psicologico, infatti, da solo o in combinazione con dieta ad alto contenuto di zuccheri e cibi raffinati e povera di fibre, potrebbe causare alterazioni della motilità intestinale e del microbiota, aumentando la permeabilità intestinale.

Quindi cosa possiamo fare?

Occorre per prima cosa non focalizzarsi soltanto sull’inestetismo della pelle. Facciamoci qualche domanda: soffriamo di intestino pigro? Manifestiamo gonfiore addominale e meteorismo? Assumiamo tanti farmaci? La nostra dieta è bilanciata? Partiamo da queste risposte per costruire un percorso personale di detossificazione e protezione, sempre affidandoci ad un esperto.

Ecco alcuni consigli pratici per proteggere la barriera di chi lamenta pelle impura a tendenza acneica:

  • Diminuire il consumo di carboidrati raffinati, fruttosio e dolcificanti
  • Riduzione del consumo di latticini
  • Riduzione del consumo di grassi saturi
  • Assumere almeno 30g/die di fibre, prediligendo frutta e verdura di stagione insieme a cereali integrali
  • Consumare pasti bilanciati non eccessivamente ricchi
  • Aumentare l’apporto di biotina e di omega3
  • In caso di stipsi, aumentare l’apporto idrico e il consumo di fibra.

Rivolgiti al tuo farmacista di fiducia per un consiglio sul prebiotico più adatto a te!

Fonte: www.farmaciespecializzate.it

Luce Blu e invecchiamento della pelle

Vi hanno mai detto “Hai una faccia grigia! Passi troppo tempo al pc! “?

Se lo hanno fatto, forse avevano ragione!

E’ ormai noto che le radiazioni solari (in particolare UVA, UVB e IR) sono responsabili di invecchiamento cutaneo e insorgenza di macchie e rughe.

Ma, al contrario di quello che si può pensare, rimanere a casa non ci protegge dall’invecchiamento da radiazioni.

Infatti, tra smartworking, social e tutte le attività che svolgiamo a pc, smartphone e tablet abbiamo un altro nemico: la luce BLU.

Molti pensano che passare tante ore davanti a dispositivi elettronici che emettono luce blu faccia male solo alla vista e invece è stato dimostrato che tale radiazione è in grado di attraversare la pelle ed è responsabile di diversi danni di tipo ossidativo.

La principale fonte di luce blu rimane il sole ma 7 ore di esposizione a luce blu artificiale corrispondono, in termini di possibili danni alla pelle, a 2 ore di luce blu solare.

Che tipo di danni genera la luce blu sulla pelle?

  • a livello epidermico (lo strato più superficiale) altera alcune proteine che garantiscono il famoso “effetto barriera” della pelle rendendola quindi più suscettibile ad aggressioni esterne. Inoltre può provocare alterazioni del colore della pelle.
  • a livello degli strati più profondi (derma) stimola l’attività di enzimi, detti proteasi, che “rompono” la struttura del derma creando rughe e cedimento.

Se a questi danni da luce blu aggiungiamo i quelli da radicali liberi provenienti da inquinamento e fumo di sigaretta, la nostra pelle risulterà spenta e colorito poco uniforme (pelle grigia) dandoci un aspetto poco sano.

Ma quindi cosa possiamo fare?

  • Innanzitutto IDRATARE: una pelle ben idratata è più uniforme e luminosa e riesce a mantenere meglio il suo effetto barriera (proteggendoci quindi meglio da radicali liberi e radiazioni) ed è quindi meno soggetta ad invecchiamento.
  • Utilizzare sostanze ANTIOSSIDANTI in grado di contrastare i danni da radicali liberi provocati da radiazioni, fumo e inquinanti.

Quindi anche a casa continua a prenderti cura della tua pelle con una dieta sana e i giusti prodotti cosmetici.

Vieni in farmacia a chiedere qual è il prodotto più adatto a te!

Quarantena in bellezza: cura la pelle secca

In questi difficili giorni di quarantena causa coronavirus abbiamo più tempo per prenderci cura della nostra casa, dei nostri cari e anche di noi stessi!!!

Quindi non mandare in quarantena la tua bellezza ma passa una quarantena in bellezza!

E’ arrivato il momento in cui abbiamo il tempo di fare una maschera al viso o ai capelli, di fare uno scrub corpo, di eseguire tutta la routine di bellezza quotidiana che normalmente non si ha modo di fare…

Non ti trascurare ma approfitta di questi giorni per rigenerarti e rigenerare la tua pelle…che, anche se non lavori, sarà stressata dalla vita chiusi in casa.

Proviamo a proporre qualche soluzione a problemi comuni della nostra pelle

Partiamo da un suggerimento per la PELLE SECCA

Quando la pelle è secca o molto secca possono esserci screpolature, arrossamenti, prurito, squamette bianche che cadono e la pelle è poco luminosa.

Sicuramente dobbiamo partire dalla detersione: vanno utilizzati prodotti specifici, preferibilmente detergenti oleosi o ricchi di sostanze idratanti come l’avena. Anche molto utile è fare 1/2 volte a settimana uno scrub che elimini le cellule morte e le squame.

La crema idratante va applicata tutti i giorni, preferibilmente mattina e sera, e comunque sempre dopo la detersione. Spesso anche se si è costanti nel curarsi non si hanno i risultati sperati e dopo poco tempo dall’applicazione della crema la pelle ritorna quasi come prima del trattamento.

Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo di un olio che, se ben formulato, ha potere idratante superiore alla crema ma spesso lascia la pelle unta rischiando anche di macchiare i vestiti, oltre al fatto che è meno facile da spalmare e si rischia di accumularlo nel punto in cui iniziamo ad applicarlo e quindi di doverne usare maggiori quantità per ricoprire tutta la pelle, con aumento dell’effetto unto.

E allora come fare?

Mescola crema + olio!!! Metti nel palmo della mano la crema, aggiungi una dose di olio mescola con l’aiuto dell’altra mano e applica! La pelle risulterà subito luminosa e idratata, non unta e l’effetto sarà più duraturo rispetto all’applicazione di sola crema. Prova per credere!!!!

Inoltre puoi scegliere un olio profumato e rendere l’applicazione della crema un momento di coccola.

Aspettiamo feedback!!!