fitoterapia – farmaciademartino.it https://www.farmaciademartino.it informazione, salute, cortesia Fri, 24 Mar 2023 21:07:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 Tutto sulle articolazioni https://www.farmaciademartino.it/2023/03/24/tutto-sulle-articolazioni/ https://www.farmaciademartino.it/2023/03/24/tutto-sulle-articolazioni/#respond Fri, 24 Mar 2023 21:07:06 +0000 https://www.farmaciademartino.it/?p=1221 Le articolazioni sono una struttura anatomica che connette due o più superfici ossee e sono tenute insieme dai legamenti e dalle strutture tendinee. Le parti terminali delle ossa a contatto sono ricoperte da cartilagine, che protegge ossa e articolazioni dall’attrito e dagli urti.

Il dolore articolare, o artralgia, è un dolore localizzatopenetrante e che può essere accompagnato da gonfiore e calore. Può essere o meno accompagnato da un’infiammazione all’articolazione o artrite e le cause sono numerose.

Sicuramente è capitato a tutti di provare dolore e di sentire strani rumori piegando un ginocchio o muovendo la spalla.

Perché le articolazioni scricchiolano?

A volte le nostre articolazioni fanno rumore quando ci muoviamo, in questo caso parliamo di rumori articolari. Questi suoni avvengono quando si crea un attrito tra le superfici dell’articolazione che non si muovono in modo fluido. Spesso questi rumori sono associati anche alla fastidiosa sensazione di “sabbiolina” all’interno dell’articolazione.

Con l’avanzare dell’età i rumori articolari diventano più frequenti, a causa del consumo della cartilagine presente tra le strutture ossee. Solitamente la spalla è l’articolazione più rumorosa, perché complessa sia come struttura sia come movimenti in cui è coinvolta.

Spesso questi rumori, comunque, non sono qualcosa di cui preoccuparsi, ma se sono associati al dolore, è meglio indagarne le cause con l’aiuto di un medico.

Quali situazioni quindi possono causare dolori alle articolazioni?

  • Il passare dell’età porta a una diminuzione della cartilagine a livello dell’articolazione e quindi a un maggiore rischio di dolori articolari.
  • La menopausa può aumentare l’insorgenza di dolori articolari, legati alla fisiologica diminuzione degli ormoni estrogeni. Questi ormoni, infatti, hanno un effetto sull’idratazione dei legamenti, dei muscoli, della cartilagine e sulla densità dell’osso. Una loro riduzione quindi può determinare un’infiammazione articolare che causa il dolore.
  • Sollecitazione ripetuta dell’articolazione o di un gruppo di articolazioni. Ad esempio, chi per lavoro sta spesso in ginocchio come agricoltori e addetti alle pulizie può essere maggiormente soggetto a dolori articolari.
  • Sport intenso
  • Lesioni singole o ripetute alle articolazioni
  • Obesità: il peso eccessivo può portare a una sollecitazione di alcune articolazioni, in particolar modo il ginocchio.

Prima di fare diagnosi affrettate è sempre meglio rivolgersi al medico soprattutto se:

  • il dolore dura da più di 3 giorni e sia associato a febbre, gonfiore o arrossamento della parte interessata
  • il dolore è intenso e rende difficile il movimento
  • il dolore è una conseguenza di un trauma o di una contusione. In alcuni casi questa situazione potrebbe richiedere un passaggio al più vicino pronto soccorso, a seconda della gravità.

Quali sono i rimedi contro il dolore articolare?

Per prima cosa, vediamo alcuni consigli per mantenere in salute le articolazioni:

  • Mantenere il peso corporeo in equilibrio. Maggiore è il peso, maggiore è lo stress articolare, soprattutto a carico di femore, ginocchia, schiena e piedi.
  • Fare esercizio fisico protegge le articolazioni perché rinforza i muscoli che le circondano, diminuendo l’usura della cartilagine articolare.
  • Mantenere una buona postura protegge le articolazioni.
  • Quando si solleva o si trasporta un peso, cercare di usare le articolazioni e i muscoli più forti e più grandi, in questo modo si evitano lesioni e stress a carico delle articolazioni più piccole.
  • Concedersi momenti di pausa durante l’attività fisica intensa.
  • Non iniziare un’attività per cui il proprio organismo non è preparato
  • Fare stretching è un’ottima strategia per evitare dolori articolari e muscolari.

A volte la prevenzione non è sufficiente. In quei casi e quando il dolore è particolarmente forte o persistente si possono assumere farmaci antidolorifici o antinfiammatori e abbinare a questi dei rimedi a uso topico, a base, ad esempio di Arnica.

Arnica per dolori articolari: i benefici

L’Arnica Montana è una pianta erbacea perenne che cresce comunemente nei prati delle zone montane e fiorisce da giugno a luglio. È conosciuta fin dal XIX secolo per le sue proprietà antitraumatiche, lenitive e calmanti e viene utilizzata solitamente per lenire i fastidi dell’apparato muscolo-articolare.

Di creme all’arnica ce ne sono tante ma non tutte contengono la giusta quantità di sostanza e quindi non sono tutte efficaci allo stesso modo. Il tuo farmacista di fiducia ti saprà consigliare il prodotto migliore.

Il consiglio in più?

Manteniamo il benessere delle articolazioni anche dall’interno con un integratore a base di Collagene, Vitamina D, Vitamina K2 e Vitamina C.

Il Collagene costituisce il 60% del peso secco della cartilagine e la Vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene.
La Vitamina D e la Vitamina K2 sostengono la salute delle ossa.

Oppure possiamo assumere un integratore di glucosamina e curcuma. La Glucosamina è un fisiologico componente delle cartilagini mentre la curcuma ha un’azione antiinfiammatoria.

Anche in questo caso spiega al tuo farmacista di fiducia il tuo problema per ottenere un consiglio sull’integratore più adatto a te.

Fonte: www.farmacistipreparatori.it

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Difenditi dalle patologie invernali https://www.farmaciademartino.it/2013/10/13/difenditi-dalle-patologie-invernali/ https://www.farmaciademartino.it/2013/10/13/difenditi-dalle-patologie-invernali/#respond Sun, 13 Oct 2013 11:46:45 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=653 Man mano che la stagione fredda si avvicina è sempre maggiore il rischio che corriamo si ammalarci. Ma in questo periodo, con le escursioni termiche tra notte e giorno, le differenze di temperatura e umidità tra ambienti aperti e chiusi e la variabilità atmosferica tipica della stagione autunnale ammalarsi è davvero semplice!

Cosa possiamo fare per difenderci?

  • NO ANTIBIOTICI SENZA CONSIGLIO MEDICO

Innanzitutto non assumere gli antibiotici ai primi cenni di raffreddore o al primo mal di gola. Spesso infatti questi sono dovuti ad attacchi virali e l’antibiotico non solo non curerà l’infezione ma renderà più deboli noi.

In farmacia sono tanti i rimedi che possono aiutarvi a stare meglio.

Se dopo qualche giorno i sintomi ancora persistono rivolgersi al medico.

  • PREVENZIONE

Integratori a base di sostanze naturali

Sono tanti gli integratori a base di prodotti naturali che stimolano le nostre difese rendendoci più forti e meno predisposti ad ammalarci. e se anche ci ammaleremo i sintomi saranno più blandi e riusciremo a stare meglio più velocemente. Ad esempio  rosa canina, echinacea, zinco sono contenuti in molti integratori adatti sia ai bambini che agli adulti. E sono disponinili in sciroppo, compresse da ingoiare, compresse masticabili, gocce. Molto efficace può risultare anche la pappa reale soprattutto se addizionata con rosa canina.

In farmacia potrai chiedere informazioni per selezionare l’integratore più adatto alle tue esigenze .

Omeopatia

Oltre agli integratori a base di piante potrai anche affidarti all’omeopatia. I prodotti a base di Anas barbariae sono utilissimi per difendersi dagli attacchi degli agenti patogeni invernali e anche per accelerare la guarigione e ridurre la gravità dei sintomi..utilissimi anche per i bambini anche molto piccoli e per donne in gravidanza e allattamento. In più il macerato glicerico di rosa canina è da utilizzare sia per stimolare le difese che per velocizzare la fase di convalescenza.

Farmaci

Ci sono molti farmaci che hanno una funzione preventiva a partire dai vaccini a finire a prodotti per stimolare le difese immunitarie. Per questi sarà necessario rivolgersi al medico che valuterà se e quale tipo di farmaco prescrivere.

  • TERAPIA

Una volta che ci si è ammalati e prima di rivolgersi al medico, ci sono moltissime terapie da poter effettuare sottoconsiglio del farmacista.

Farmaci senza obbligo di prescrizione

Si possono utilizzare farmaci antiinfiammatori (ad es. acido acetilsalicilico, ibuprofene, ketoprofene ambroxolo), antipiretici (ad es. paracetamolo acido acetilsalicilico, ibuprofene) decongestionanti nasali (ad es. ossimetazolina, xilometazolina, pseudoefedrina, fenilefrina), antiistaminici (ad es. triprolidina, clorfenamina, feniramina) fluidificanti (ad es.acetilcisteina, ambroxolo, carbocisteina) e sedativi della tosse (ad es. cloperastina, butamirato, destrometorfano). Molti prodotti contengono un mix delle sostanze nominate per far fronte a più sintomi contemporaneamente.

Anche se non c’è bisogno della prescrizione medica per acquistare questi farmaci è sempre bene chiedere consiglio al farmacista perchè essi non sono privi di effetti collaterali e di controindicazioni e interazioni.

Ad esempio i prodotti che contengono antiistaminici possono indurre sonnolenza e compromettere quindi le attività lavorative (tutti i più comuni prodotti per il raffreddore li contengono).

Alcuni decongestionanti nasali possono causare aumento di pressione arteriosa anche se utilizzati per uso topico (spray nasali)

Gli antiinfiammatori non possono essere utilizzati da chi è in terapia con anticoagulanti e così via.

Prodotti naturali

Per i più affezionati ai prodotti naturali non mancano rimedi da utilizzare.

In primis la propoli, ormai famosissima per la sua capacità di combattere un numero elevato di infezioni.

Ma oltre alla propoli sono innumerevoli le sostanze che possono essere utilizzate: l’echinacea (stimolante delle difese ma anche antiinfiammatorio), la carmantina (antiinfiammatorio), il timo (disinfettante e fluidificante), l’edera (decongestionante nasale e sedativo per la tosse), l’erisimo (utilissimo in caso di raucedine) e tantissimi altri prodotti spessissimo presenti in associazione.

Omeopatici

Anche l’omeopatia ci viene in aiuto per alleviare numerosissimi sintomi.

Anas barbariae ad esempio è utile, oltre che in prevenzione, anche nella fase acuta, somministrato 2-3- volte al giorno.

Dall’allium cepa alla sabadilla per il raffreddore, dalla phytolacca alla la belladonna per il mal di gola e così via tantissimi rimedi anche per febbre e tosse.

 

 

 

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Echinacea: antisettico e immunostimolante https://www.farmaciademartino.it/2012/09/01/echinacea-antisettico-e-immunostimolante/ https://www.farmaciademartino.it/2012/09/01/echinacea-antisettico-e-immunostimolante/#respond Sat, 01 Sep 2012 18:33:55 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=417 L’echinacea è una pianta erbacea che produce fiori simili alla margherita. La parte impiegata a scopi terapeutici è la radice che può essere raccolta in autunno dopo che la pianta ha raggiunto almeno un’età di 4 anni.

Storia

Gli Indiani d’America applicavano impiastri di radice di echinacea su ferite, morsi e punture di insetti e morsi di serpente. Inoltre preparavano colluttori e infusi per curare svariate malattie tra cui raffreddore, vaiolo, morbillo, artrite.

L’uso dell’echinacea rimase però confinato alla medicina popolare fino al 1870 quando un fornitore di medicinali, il dottor Meyer, realizzò con tale pianta il Rimedio Depurativo Meyer. Il rimedio fu lanciato come una cura assoluta contro il morso di serpenti a sonagli e una serie di altre malattie. L’effettiva capacità del rimedio di contrastare le intossicazioni da morso di serpente non è però mai stata dimostrata. Gli altri utilizzi invece vennero confermati, su suggerimento di Meyer, dal dott. King che testò il rimedio per punture di insetto, congestione nasale, leioni ulcerose delle gambe e colera infantile. E inserì l’echinacea nel suo trattato “King’s  American Dispensatory”.

Studi effettuati in seguito in Europa confermarono molte delle proprietà curative dell’echinacea.

Utilizzi terapeutici

Antisettico

Ricercatori tedeschi hanno studiato l’attività dell’echinacea nei confronti di diversi virus, batteri e funghi patogeni, dimostrando un’azione della pianta contro raffreddore, influenza, tonsillite, bronchite, infezioni dell’orecchio, ascessi. Il meccanismo con cui l’echinacea effettua tale azione non è unico e sembra legato a più di una sostanza contenuta nella sua radice.

Immunostimolante

L’echinacea è in grado di prevenire le infezioni attraverso la stimolazione delle difese naturali del nostro organismo. L’echinacea infatti potenzia l’azione dei macrofagi, le cellule che “mangiano” i germi, e aumenta la produzione dei linfociti T, un’altra popolazione di globuli bianchi responsabili dei processi di difesa dalle infezioni.

Raffreddori e influenze

L’echinacea contiene sostanze in grado di potenziare la capacità delle cellule di resistere alle infezioni. Di fatto è quindi in grado di proteggerci dalle più comuni infezioni stagionali legate a virus come influenza e raffreddore. E può essere utile nella difesa da altre malattie infettive come infezioni dell’apparato urinario e bronchiti.

Infezioni da funghi

Da alcuni tudi condotti in Germania è emerso che donne con frequenti infezioni vaginali micotiche trattate con echiancea, in associazione alle normali terapie antifungine, avevano recidive più rare rispetto alle donne trattate con il solo antimicotico, facendo emergere la capacità dell’echinacea di proteggere anche dalle infezioni micotiche.

Cicatrizzante

L’ echinacea è in grado di favorire i processi di cicatrizzazione e guarigione delle ferite grazie alla stimolazione della produzione di fibroblasti, le cellule responsabili della produzione dei tessuti. Quindi preparati a base di echinacea possono essere impiegati su tagli, ustioni, psoriasi, eczemi, lesioni erpetiche.

Sicurezza d’uso

Non ci sono studi che evidenzino effetti tossici dell’echinacea per cui è un’erba sicura. Tuttavia ne è sconsigliato l’utilizzo in gravidanza, allattamento e nei bambini di età inferiore ai 2 anni, in quanto non ci sono studi che ne dimostrino la sicurezza in questi casi. Inoltre è consigliabile rivolgersi al medico o al farmacista quando si è in terapia con molti farmaci e soprattutto se si è affetti da patologie croniche che coinvolgono il sistema immunitario come l’HIV.

 

 



 

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Caffè, non solo un eccitante! https://www.farmaciademartino.it/2012/06/07/caffe-non-solo-un-eccitante/ https://www.farmaciademartino.it/2012/06/07/caffe-non-solo-un-eccitante/#respond Thu, 07 Jun 2012 17:55:28 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=376 La pianta di caffè

La pianta del caffè è un alberello sempreverde che produce frutti rossi (dette ciliegie o drupe) contenenti due semi. I semi verdi vengono tostati per ottenere i chicchi marrone scuro famosi in tutto il mondo. Dalla macinazione del chicco tostato si ottiene la polvere di caffè che nelle case italiane non manca mai. Il nome CAFFE’ deriva dalla regione dell’Etiopia, la Caffa, in cui vennero scoperte per la prima volta le ciliegie di caffè.

Storia

Durante la preistoria le ciliegie rosse venivano mangiate prima di lotte tribali, cacce prolungate e altre attività che richiedessero resistenza, forza e sveltezza.

La bevanda che oggi conosciamo invece, fu introdotta dagli Arabi intorno al 1000 a.C. Solo intorno al 1500 d.C. i commercianti di spezie portarono il caffè in Italia e in Europa. Gli erboristi europei iniziarono quindi ad utilizzarlo come rimedio per la sonnolenza causata da alcool, morfina e oppio. Mentre nella medicina popolare il caffè era utilizzato anche per trattare l’asma, la febbre, la cefalea, il raffreddore e l’influenza.

Attualmente è utilizzato principalmente come bevanda ma la caffeina, la principale sostanza responsabile delle proprietà del caffè, è presente in alcuni farmaci e prodotti cosmetici.

Proprietà del caffè

Tutti gli effetti del caffè derivano da una sostanza che in esso è contenuto e che è la caffeina.

Effetto stimolante

Il caffè è un potente stimolante del sistema nervoso centrale essendo in grado ad esempio di aumentare l’ attenzione e la responsività agli stimoli, impedire l’addormentamento. Per tale motivo il caffè è utilizzato dagli automobilisti che vogliono evitare il colpo di sonno. Inoltre è spesso presente in preparati antiinfluenzali e antiraffreddore, sia per eliminare il senso di spossatezza legato alla patologia, sia per contrastare la sonnolenza data dall’antiistaminico spesso presente in tali formulazioni.

Aumento della resistenza fisica

Il caffè è in grado di aumentare la resistenza fisica, poichè stimola l’organismo a bruciare i grassi per ottenere energia e potenzia l’azione del muscolo, tanto che la caffeina rientra tra le sostanze dopanti. Infatti la quantità di caffeina nelle urine è uno dei controlli antidoping che viene effettuato negli atleti: il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha fissato a 12mg/ml la quantità massima di caffeina che può essere presente nelle urine. Difficile stabilire quante tazze di caffè sono consentite agli atleti olimpici poichè il dato è influenzato dalle caratteristiche fisiche della persona, dalla sua capacità di metabolizzare il caffè e anche dal tipo di caffè utilizzato (espresso, filtrato, solubile ecc). Tuttavia mediamente è stato riscontrato che per essere positivi ad un controllo antidoping per la caffeina bisognerebbe bere, entro 3 ore dall’inizio della gara, circa 6-7 tazze di caffè. Da sottolineare che anche molti integratori alimentari energetici e altre bevande contengono notevoli quantità di caffeina oltre ad alcune categorie di farmaci.

Asma

La caffeina svolge un’azione di broncodilatazione aiutando a prevenire gli attacchi d’asma.La caffeina infatti svolge un’azione rilassante della muscolatura bronchiale impedendone la contrazione e quindi la chiusura. Ovviamente non è bevendo due tazzine di caffè che si cura l’asma.  Ci sono tuttavia sostanze simili alla caffeina che sono utilizzate come veri e propri farmaci nei disturbi asmatici.

Dimagrante

Il caffè è in grado di aumentare la quantità di calorie bruciate ogni ora.  Sembra che tale effetto sia legato alla capacità della caffeina di rilasciare ormoni che favoriscono l’eliminazione del grasso corporeo. Per tale azione bruciagrassi la caffeina è molto spesso presente sia nelle pillole per dimagrire che nelle creme snellenti. Nelle pillole per dimagrire la caffeina svolge anche l’azione di stimolante che aumenta la resistenza e l’energia aiutando a sostenere i disagi della dieta.

Jet lag

Il caffè è in grado di aiutare a limitare i sintomi da jet lag cioè disorientamento, insonnia e affaticamento. Può essere efficace sia nei viaggiatori che si spostano in nuovi fusi orari sia nei lavoratori che fanno turni di lavoro di notte alternati a turni di giorno. Per i viaggiatori sembra essere utile assumere il caffè di mattina se si viaggia verso ovest e nel tardo pomeriggio se si viaggia verso est.

Effetti collaterali del caffè

Sintomi

  • Ansia
  • Aumento della pressione arteriosa
  • Aumento del battito cardiaco
  • Aumento del ritmo respiratorio
  • Aumento della secrezione di acidi gastrici
  • insonnia
  • irritabilità
  • nervosismo.

Ovviamente tutti questi effetti sono assolutamente soggettivi ma è sempre meglio non abusare di tale bevanda e non assumerla prima di andare a dormire o nel tardo pomeriggio.

Il caffeinismo

L’abuso di caffè può addirittura causare il “caffeinismo” cioè una sindrome caratterizzata da  nervosismo, irritabilità, tensione muscolare, insonnia, palpitazioni cardiache, diarrea, bruciore di stomaco e disordini gastrici. Tutti sintomi in comune con una “nevrosi d’ansia” patologia con cui il caffeinismo può essere facilmente confusa.

La crisi d’astinenza

In seguito a drastica eliminazione o riduzione del caffè possono svilupparsi mal di testa martellante e a volte stipsi. il mal di testa può protrarsi anche per alcuni giorni. Chi è abituato ad assumere caffè tutte le mattine e se ne priva può essere colpito da mal di testa, spossatezza, stordimento.

Controindicazioni

  • Chi soffre di ulcera o altri disturbi digestivi cronici dovrebbe evitare il caffè o limitarne molto l’utilizzo perchè la caffeina provoca aumento della produzione di succhi gastrici
  • I soggetti a rischio di malattie cardiache e apoplessie dovrebbero concordare col medico le quantità di caffè da assumere per la sua capacità di aumentare la pressione arteriosa
  • Soggetti che soffrono di anemia ferropriva o donne con menorragie (mestruazioni con perdita di quantità anormali di sangue) devono assumerlo con cautela in quanto il caffè interferisce con l’assorbimento del ferro.
  • Bambini al di sotto dei 2 anni

CONCLUSIONI

Il caffè, escludendo i casi sopra indicati, può essere assunto con tranquillità cercando di non superare le 3 tazze al giorno e stando attenti all’assuzione di altre bevande, alimenti e farmaci contenenti caffeina. Inoltre si devono tenere sotto controllo i sintomi che possono derivare dall’uso del caffè, ad esempio irritabilità ed insonnia e valutare la possibilità, in questi casi, di diminuirne l’uso.

 

 

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camomilla “alles zutraut” https://www.farmaciademartino.it/2011/11/24/camomilla-alles-zutraut/ https://www.farmaciademartino.it/2011/11/24/camomilla-alles-zutraut/#respond Thu, 24 Nov 2011 11:59:54 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=192

Per camomilla di intendono due erbe: la Matricaria Chamomilla o camomilla comune e l’Anthemis nobilis o camomilla romana.

Camomilla: antichissima erba

Già gli antichi Egizi la utilizzavano come rimedio contro la febbre e paragonavano il bellissimo fiore della camomilla al sole.

Il medico greco Dioscoride e il romano Plinio la raccomandavano per la cefalea e disturbi renali, epatici e vescicali.

I vichinghi usavano la camomilla negli shampoo per dare luminosità ai capelli biondi.

Nel XVII secolo un erborista inglese la utilizzava per diversissimi disturbi tra cui febbre, problemi digestivi, calcoli renali.

Infine nel XIX secolo veniva utilizzata per cicatrizzare le ferite e per tutti i problemi femminili sia durante il periodo mestruale che in gravidanza.

 

E oggi???

Oggi la camomilla viene consigliata per uso esterno  per stimolare la cicatrizzazione delle ferite e lenire le infiammazioni. Per uso interno per numerosissimi disturbi. Possiamo preparare un infuso di camomilla con 2-3 cucchiaini colmi di fiori per una tazza di acqua bollente. Si lascia in infusione per 10-20 minuti e se ne possono bere fino a 3 tazze al giorno. Nel caso di preparati commerciali seguite le indicazioni sulla confezione. Può essere data anche ai bambini di età inferiore ai 2 anni.  Se utilizziamo la tintura la dose è di 1/2 cucchiaino da tè fino a 3 volte al giorno.

Ma in che casi utilizzarla? In Germania è così popolare da essere chiamata

alles zutraut cioè capace di tutto.

Camomilla: rimedio digestivo

Parecchi principi attivi estratti dalla camomilla, in particolare il bisabololo, hanno un’attività antispasmodica cioè sono in grado di rilassare la muscolatura dell’apparato digerente lenendo dolori addominali e crampi.

Camomilla: un aiuto nell’ulcera gastrica

E’ stato dimostrato che la camomilla è in grado di prevenire l’ulcera gastrica e di accelerarne la guarigione.

Camomilla: un toccasana per i disturbi femminili

Gli stessi principi attivi che rilassano la muscolatura dell’apparato digerente sono in grado di rilassare anche altri tessuti muscolari come quello dell’utero: per tale motivo la camomilla è indicata per trattare i crampi mestruali e per ridurre il rischio di parto prematuro. Tuttavia si deve sottolineare che alcuni ricercatori hanno estratto dalla camomilla una piccola quantità di una sostanza in grado di stimolare le contrazioni uterine, esattamente l’opposto di quanto detto finora, per cui le donne in gravidanza possono assumere con serenità la tisana di camomilla senza tuttavia eccedere nelle quantità.

Camomilla: un rimedio per l’ansia

L’utilizzo della camomilla contro l’agitazione nervosa e l’ansia è forse quello più conosciuto. La camomilla ha infatti proprietà sedative sul sistema nervoso centrale. Si consiglia di utilizzarla a questo scopo sia come tisana sia aggiungendo i fiori nella vasca da bagno per un rilassantissimo bagno caldo

Camomilla: per disinfettare e pulire ferite e occhi

La camomilla è in grado di distruggere i lieviti che causano le infezioni vaginali (la candida) e certi batteri (gli stafilococchi). Inoltre impedisce la replicazione del virus della poliomelite. Quindi possiamo preparare un forte infuso di camomilla, lasciarlo raffreddare, imbibire una garza sterile e applicarla su piccoli tagli, sbucciature e leggere ustioni. Possiamo anche usarla sugli occhi facendo degli impacchi per lenire i fastidi di congiuntiviti e infezioni oculari anche nei bambini. Attenti però a non riciclare la garza per disinfettare entrambi gli occhi o due ferite diverse. La garza va buttata dopo ogni medicazione!

Camomilla: per stimolare le difese immunitarie

La camomilla stimola la produzione di globuli bianchi, in particolare di macrofagi e linfociti B divenendo un ottimo rimedio da utilizzare in caso di raffreddore e influenza!



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il rosmarino https://www.farmaciademartino.it/2011/07/16/il-rosmarino/ https://www.farmaciademartino.it/2011/07/16/il-rosmarino/#respond Sat, 16 Jul 2011 17:52:39 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=151 Il Rosmarino appartiene alla famiglia delle Labiatae e la parte della pianta che viene comunemente utilizzata, ovvero la droga, sono le foglie.

Storia

Migliaia di anni fa, quando non c’erano frigoriferi, i popoli antichi usavano conservare la carne avvolgendola in un trito di foglie di rosmarino. Questa pratica, oltre a conferire un ottimo aroma alla carne, fungeva anche da validissimo conservante. La capacità di conservare la carne fece pensare al popolo greco che fosse in grado anche di conservare la memoria per cui gli studenti greci si adornavano di ghirlande di rosmarino credendo di potenziare la capacità di ricordare le nozioni scolastiche. Sempre in tempi antichi l’erba veniva impiegata nelle cerimonie nuziali come simbolo di fedeltà e in quelle funebri per rendere più vivo il ricordo del defunto tra i vivi. In Amleto, Ofelia ne porge un ramoscello ad Amleto ….”per la rimembranza”.

Nel 1235 la regina Elisabetta d’Ungheria fu colpita da paralisi e si narra che un eremita la guarì spalmandole sugli arti infermi un maceratodi rosmarino in alcool..tanto che tale rimedio venne poi definito ACQUA DELLA REGINA D’UNGHERIA.

In tempi più recenti, durante la seconda guerra mondiale, le infermiere bruciavano miscele di rosmarino e bacche di ginepro nelle stanze d’ospedale per disinfettarle.

Ma quali sono quindi le azioni del rosmarino?

Seri dubbi sulle sue capacità di conservare la memoria o di mantenere la fedeltà coniugale…però ci sono molte azioni scientificamente dimostrate:

PREVENZIONE DELLE INTOSSICAZIONI ALIMENTARI

Il rosmarino è ricco di potenti antiossidanti, il butilidrossitoluene (BHT) e il butilidrossianisolo  (BHA), che sono in grado di impedire l’irrancidimento dei grassi della carne.

PROPRIETA’ DIGESTIVE  E CONTRO I DISTURBI FEMMINILI

Contiene sostanze in grado di rilassare la muscolatura liscia dell’apparato digerente e dell’utero. Per tale scopo è un ottimo antispasmodico utilizzabile come digestivo e contro i dolori mestruali. Alcuni ricercatori italiani tuttavia hanno scoperto che nelle donne il rosmarino potrebbe avere azioni contratturanti sull ‘utero invece che rilassanti e quindi i rimedi a base di rosmarino (e non l’erba fresca) sono controindicati in gravidanza.

PROPRIETA’ DECONGESTIONANTI

Il rosmarino è in grado di alleviare congestione nasale e pettorale in caso di raffreddore o allergia.

PREVENZIONE DELLE INFEZIONI

Contiene sostanze in grado di contrastare funghi e batteri, causa di infezione oltre che di decomposizione degli alimenti.

 

Come preparo in casa un rimedio a base di rosmarino??

Si pone 1 cucchiaio da tè di erba sminuzzata in una tazza di acqua bollente e si lascia in infusione 10-15 minuti . dopo aver filtrato il tutto se ne possono bere fino a 3 tazze al giorno per digerire o per liberare il naso chius.

Altri rimedi

Esistono in commercio tinture di rosmarino (cioè preparati a base di alcool) e l’olio essenziale. Di tintura se ne assumono 1/4 o 1/2 cucchiaino da tè 3 volte al giorno. L’olio essenziale invece si assume puro o diluito in alcool.

 

 

 

 

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Il basilico contro acne e disturbi intestinali https://www.farmaciademartino.it/2011/07/09/il-basilico-contro-acne-e-disturbi-intestinali/ https://www.farmaciademartino.it/2011/07/09/il-basilico-contro-acne-e-disturbi-intestinali/#respond Sat, 09 Jul 2011 14:02:11 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=144 Il basilico è un’erba apprezzata da migliaia di anni sia in cucina che in medicina naturale.

Per gli antichi Greci e Romani l’erba era simbolo di ostilità e stoltezza tanto che essi credevano che per coltivare un basilico molto aromatico fosse necessario imprecare e strepitare con ira durante la semina. Ancora oggi infatti in francese “semer le basilic” (seminare il basilico) vuol dire declamare.

Nei secoli più recenti un vaso di basilico sul balcone di una donna italiana era il segnale di una sua disponibilità nell’accogliere l’innamorato e poi lo scambio di ramoscelli di basilico in una coppia una dimostrazione di fedeltà.

In India il basilico è addirittura onorato come erba sacra che protegge nella vita e anche nella morte mentre gli Haitiani lo usano per allontanare gli spiriti maligni e promuvere la prosperità.

Gli effetti del basilico come “medicina” sono stati a lungo discussi e ad oggi si ritiene che il basilico abbia 3 azioni principali:

  • Uccide i parassiti intestinali

L’olio essenziale di basilico uccide i parassiti intestinali. Esso infatti era usato in Malesia per trattare i problemi intestinali.

  • Agisce contro l’acne

Per alcuni ricercatori indiani l’ olio essenziale di basilico  applicato sulla pelle ha la capacità di uccidere i batteri e quindi trattare l’acne.

  • Stimola il sistema immunitario

Sembra che il basilico sia in grado di aumentare la produzione di anticorpi e proteine che servono per combattere le infezioni. Quest’ultima azione potrebbe essere collegata con le due precedenti.

Inoltre il basilico è ricco di vitamine A e C, potenti antiossidanti.

Prepariamo l’infuso in casa

L’olio essenziale di basilico è sicuramente il rimedio in cui c’è maggiore quantità di sostanze attive e quindi quello che dovrebbe essere preferito ma è ottenuto con metodi piuttosto difficili da riprodurre in casa. Tuttavia è possibile preparare facilmente l’infuso di basilico usando 2-3 cucchiaini da tè di foglie secche in una tazza di acqua bollente.  Si lascia in infusione per 10-20 minuti.

L’infuso può essere bevuto e se ne possono bere fino a 3 tazze al giorno oppure si può usare imbevendo un batuffolo di cotone e applicandolo sulla pelle ben pulita contro l’acne.

 

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PRODOTTO NATURALE NON VUOL DIRE PRIVO DI EFFETTI COLLATERALI https://www.farmaciademartino.it/2011/05/24/prodotto-naturale-non-vuol-dire-privo-di-effetti-collaterali/ https://www.farmaciademartino.it/2011/05/24/prodotto-naturale-non-vuol-dire-privo-di-effetti-collaterali/#respond Tue, 24 May 2011 16:11:52 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=89 La fitoterapia non deve essere considerata come una medicina priva di rischi, solo perchè di origine naturale, infatti, non tutto ciò che è naturale è innocuo.

Le piante medicinali presentano infatti proprietà terapeutiche importanti, ma anche effetti collaterali, controindicazioni e interazioni con altre cure farmacologiche (un esempio è l’interazione del Ginkgo con anticoagulanti, che se somministrati insieme aumentano la fluidità del sangue con maggiore rischio di emorragie).

Prima di assumere un preparato fitoterapico è sempre bene consultare il medico o il farmacista soprattutto se si assumono altri farmaci o si soffre di particolari patologie o allergie.

In linea generale e salvo diversa indicazione medica, l´uso di piante curative è quindi sconsigliato ai bambini piccoli sotto i due anni e alle donne in gravidanza o allattamento.

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Le piante medicinali: medicine di una volta https://www.farmaciademartino.it/2011/05/23/le-piante-medicinali-medicine-di-una-volta/ https://www.farmaciademartino.it/2011/05/23/le-piante-medicinali-medicine-di-una-volta/#respond Mon, 23 May 2011 16:46:30 +0000 http://www.farmaciademartino.it/?p=69

Le piante sono state il primo modo di curare le malattie, i primi farmaci.

Già nella preistoria l’uomo primitivo mangiando bacche o radici scoprì che esse avevano la capacità di curare alcuni disturbi.

Alcune piante sono famose anche grazie a riferimenti mitologici: ad esempio l’achillea prende il suo nome da Achille, il noto protagonista dell’Iliade omerica, che la utilizzava per curare le ferite. È nota infatti la proprietà cicatrizzante di tale pianta.

Tutti possiamo ricordare o farci raccontare da nonni e genitori i vecchi rimedi per la tosse a base di frutta secca o quelli per far addormentare i bambini a base di papavero (la famosa papagna). Infatti fino alla seconda metà dello scorso secolo lo stesso farmacista, su prescrizione medica, mescolava diversi tipi di polveri provenienti dalle piante per preparare tisane, estratti o tinture poichè ancora non erano disponibili le tante “specialità medicinali industriali” che oggi utilizziamo comunemente.

E il valore delle piante medicinali è tutt’ora ampiamente riconosciuto tanto è vero che molti dei farmaci attualmente in uso derivano da esse.

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Salute le piante medicinali sono tutti i vegetali che contengono, in uno o più dei loro organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici cioè per curare le malattie.

Più precisamente la parte della pianta che contiene le sostanze responsabili dell’attività farmacologica, ossia i “principi attivi”, viene definita DROGA. Ovviamente in questo caso il termine droga non ha nulla a che vedere con il fenomeno sociale legato all’abuso di alcune sostanze con effetti allucinogeni o stupefacenti e quindi per scopi non terapeutici.

Spesso nella droga vegetale, insieme al principio attivo, sono presenti altre sostanze, dette coadiuvanti,  che da sole non svolgono nessuna funzione ma che sono indispensabili per l’attività farmacologica della pianta medicinale. L’insieme di sostanze attive e coadiuvanti prende il nome di fitocomplesso.

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